Sao Paulo

San Paolo. La prima cosa che ho visto è stato un graffito. La città è piena di graffiti. Ma di città non si può parlare, dato che sono molte città in una. Inutile provare a fare foto del panorama, non si domina, è troppo assurdo, palazzi nati nelle posizioni più strane, senza alcun tipo di criterio urbanistico, dai tre ai 15.000 piani uno accanto all'altro, la città sposta in continuazione i suoi centri finanziari, commerciali, culturali in cerca di sempre più spazio. Vista dall'aereo è quasi inconcepibile.

Livello culturale della città elevatissimo. Sagra dei musei e delle mostre e dei concerti di "musica erudita", come i brasiliani chiamano la musica classica.
Prima fermata - Estaçao Pinacoteca, eclettica ma molto bella la mostra di arte brasiliana di un collezionista, quadri sculture in legno mobili terrecotte, ben allestita, tutti pezzi di ottima qualità, alcuni famosissimi in Brasile.
Seconda fermata - Museo della lingua portoghese. é un museo interattivo costruito fondamentalmente per bambini e ragazzi. La prima galleria buia si illumina con un enorme video che corre lungo tutta la parete, con il racconto in immagini delle parole che fanno parte della cultura brasiliana. Poi giochi interattivi per scoprire quali parole portoghesi provengono dai linguaggi degli indios. Veramente un bel museo.
Terza fermata - la mia preferita, mostra su Fernando Pessoa. Per lo più installazioni con poesie, frasi, e le mille varie personalità che amava inventare. Bellissima mostra, piena di gente, con bellissime parole. Molto piacevole, sembrava quasi di passeggiare nella poesia. Un vero bagno letterario.
Quarta fermata - Museo da Casa Brasileira, cioè della storia della casa brasiliana, con mobili di design brasiliano dall'800 a oggi. Piccola mostra, ma graziosa.
Quinta fermata - Un centro culturale famoso in un grattacielo nel mezzo di nulla, con varie mostre all'iterno. La più interessante quella di due artisti dai nomi impronunciabili e irricordabili, con incisioni strane un pò fumettistiche ma molto belle.
Il resto della città sono banche e ristoranti di ogni genere. Città difficile, complicata, molto stancante, impossibile da vivere. Ma di certo, "tudo que acontece, acontece em Sao Paulo" (tutto quello che succede, succede a San Paolo).

 

Foto della domenica

La domenica l'Aterro, il parco davanti casa, diventa area pedonale. Sagra delle biciblette in affitto, i gelatini alla frutta, lo jogging, i picnic all'aperto. Ieri, però, tutto questo è stato sorpassato da una maratona a cui partecipava un fiume di gente. Due foto dal ponte sopra la strada.

Un paio di alberelli brasiliani.

La Rochina, la più grande favela di Rio, è stata rilupita, meglio dire ridipinta, il che è un segnale positivo di integrazione. Sembra un quadretto naive, ma è bella, nella sua singolarità.

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Rio - venerdì - sabato

- Gafeira: tipo di samba che si balla in coppia, danzato in grandi locali simili alle balere italiane. Uno dei più famosi di Rio è il Club dos Democraticos, locale antico con grandi decorazioni art-decò all'entrata, una pista grandissima e un'aria tradizional-popolare. Il divertimento non sta nel ballare, ma nel guardare quelli che ballano.
- Mercatino di Praça VX, la piazza principale di Rio Centro, dove si trova il Paço Imperial, casa dell'imperatore, bello ma con ben poca aria di reggia. Inoltre alle sue spalle si erge un grattacielo che rende la visione del tutto piuttosto surreale. Mercatino che si svolge sotto i ponti di una delle maggiori arterie stradali di Rio, pieno zeppo di cianfrusaglie di ogni tipo, con odori decisamente forti, a volte nauseabondi.
- Accanto al mercatino c'è il Centro Cultural do Banco do Brasil, che ospita cinema, teatro e mostre sempre ben fatte. Questa volta in particolare la mostra è su una pittrice brasiliana del primo novecento, Anita Malfatti, i cui quadri mi hanno stupito per il fatto di essere molto eclettici (un sacco di stili diversi, dal naif al cubismo). Un'ottima mostra. L'altra mostra ospitata dal centro riguarda una spedizione del 1821 alla scoperta dell'Amazzonia, con una serie di acquerelli rappresentanti paesaggio, flora e fauna che mi sarei volentieri portata a casa.
Alune foto qui sotto, altre sul mio flickr.

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Artigianato del Piaui'

Piccola ma graziosa mostra di artigianato del Piaui', lo stato brasiliano meno conosciuto dai brasiliani, al Museo di Arte Popolare di Rio de Janeiro. Una stanzetta ricolma di oggetti in legno di ottima fattura, angeli, santi, ometti, donnette, colombe, crocifissi, alcuni davvero belli. Molto toccanti. Il Piaui' è una terra calda, la sua capitale, Teresina, è la città più calda del Brasile, la vegetazione è fatta di arbusti duri, la caatinga, che una volta all'anno, in occasione della pioggia, si riempiono di fiori, il mare è costellato di enormi dune che si spostano in continuazione per il vento che soffia costantemente sul delta del fiume Parnaiba. Insomma, è un posto unico, con un popolo che tra mille difficoltà non perde mai il sorriso. Bella mostra, singolare, piccola, raccolta, e profumata di legno.

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#Rio de Janeiro

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Giornata di vento freddo e sole a tratti a Rio de Janeiro. Se non fosse per le palme che si agitano con fare dolce e tropicale al vento, e per i visi della gente, di tutti i colori e le forme, quasi non si direbbe di stare ai tropici. Ieri sera concerto ad una delle case di samba più in voga, ma comunque sempre molto popolare, "Carioca da Gema", nel quartiere di Lapa, il quartiere del samba e delle prostitute. Cantava un ragazzone nero, capelli a treccine, vocione, molto intrattenitivo, grandi classici e nuove composizioni sue, non è uno appena arrivato, ha collaborato con vari nomi importanti della MPB (Musica Popular Brasileira) e le sue canzoni sono cantate da molte voci note. Bel concertino, buona musica, ottimi musicisti, tutti felici. Sempre mi colpisce la felicità con cui qui in Brasile la gente suona e canta, come fosse qualcosa di intimo, un pensiero di serenità, un atto semplice come fare un sorriso quando vedi una cosa bella. Li invidio molto, li amo molto. Un popolo fatto di sorrisi.

(Nelle foto: la band nel locale, due "ballerini da tavolo", così li chiamo io, la gente si alza mentre mangia e beve e balla vicino al suo tavolo. Comodo.)

Arrivo a Rio de Janeiro

Arrivo a Rio, clima fresco, bagnato di pioggia, traffico sulla grande arteria che dall'aeroporto scende in città, è sera e il tramonto è tropicale, gialli intensi sotto le nuvole scure, alcuni tratti di rosa, le colline (i Morros) illuminate come piccoli presepi, il centro splendido dei suoi palazzi, alcuni ora ristrutturati, strade che pulsano, il mare che fa sentire il suo respiro.
Prima di Rio, Lisbona, città bellissima, allegra colorata profonda. Seguiranno foto.
Intanto stamattina il cielo coperto dava un senso di distacco, di quasi vuoto. Città sorprendente, ogni volta.

Poesia

"La poesia è brivido. Il resto è letteratura" (Verlaine)

Citazione dallo spettacolo di Carlo Monni su Dino Campana, ieri sera a Radicondoli. Bellissime poesie, difficili, complesse, poetiche, pittoriche. E mi ha ricordato un poeta che avevo dimenticato, uno splendido poeta italiano, Vincenzo Cardarelli. Ha recitato una delle sue poesie più belle, una di quelle che rubano il cuore, "adolescente".

è stato uno spettacolo di piazza, una piazza poetica, una piazza come la descrive Arbasino:
"la piazza dei Greci, Omonia, che vuol dire pressapoco Unità e Concordia, e comunque vogliamoci bene, in varie forme".

In varie forme. Impossibile desistere da Arbasino.

Gullar

Una parte di me
è tutto il mondo:
l'altra parte è nessuno:
fondo senza fondo.

Una parte di me
è moltitudine:
l'altra parte estraneazione
e solitudine.

(Ferreira Gullar)

Uma parte de mim
é todo mundo:
outra parte é ninguém:
fundo sem fundo.

Uma parte de mim
é multidão:
outra parte estranheza
e solidão.
(Ferreira Gullar – Traduzir-se)

Poesia para este dia

Mordere

È questo il pavimento
del verbo che
suda.
È questa la bestia che popola
la foresta
e la decisione.
Bagna il mio corpo
nella tua
traspirazione erratica.
Porta parole come dardi:
radice: canzone: cammino.
In questo pavimento vero
è arrivata l'ora
di mordere
i miei piedi
:
sono qui.

(Ondjaki, traduzione mia, fonte PNETliteratura)

Morder

é este o chão
do verbo que
transpira.
é este o bicho que povoa
a floresta
e a decisão.
molha o meu corpo
na tua
transpiração errática.
traz palavras como dardos:
raiz; canção; ruído;
clamor; rumo; caminho.
neste chão verdadeiro
é chegada a hora
de morderes
os meus pés
:
eu estou aqui.

(Ondjaki, fonte PNETliteratura)